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MARCO LEONARDI – LEONZIO RIZZO
È stato pubblicato un utilissimo rapporto di due ricercatori della Banca d’Italia sul Fiscal Drag. Merita attenzione, non solo per la qualità dell’analisi, ma perché il calcolo viene esteso dal reddito individuale al reddito familiare. Così si può tener conto di misure di benefit a livello familiare come il reddito di cittadinanza e assegno unico per i figli. Non essendo indicizzati all’inflazione possono determinare anch’essi perdite di potere d’acquisto.

MARCO LEONARDI – LEONZIO RIZZO
L’inflazione ha gonfiato i bilanci dello Stato ma ha impoverito quelli dei Comuni. A pagarne il conto saranno i cittadini per ben due volte. La prima volta, perché dipendenti e pensionati che pagano l’IRPEF hanno già pagato 25 miliardi di Fiscal Drag nelle casse dello Stato. La seconda volta perché, per effetto della riduzione dei trasferimenti dallo Stato ai Comuni, prima o poi i comuni saranno costretti a tagliare i servizi.

MARCO LEONARDI – LEONZIO RIZZO
I periodi di inflazione sono una grande redistribuzione dal lavoro dipendente ai redditi da lavoro autonomo e da capitale. Aumentano i prezzi ma in modo più che proporzionale anche il carico fiscale sui salari. Si chiama Fiscal Drag. L’ufficio parlamentare di bilancio ha certificato che, negli ultimi due anni di inflazione, questo ha spazzato via nove anni di misure per i lavoratori dipendenti. 

MARCO LEONARDI – LEONZIO RIZZO
Negli ultimi anni di inflazione elevata la pressione fiscale italiana è aumentata anche senza l’introduzione di nuove tasse. La dinamica è sottile ma potente e si articola su due fronti. Non ci sono solo i limiti degli scaglioni delle aliquote IRPEF che sono rimasti invariati. Ci sono anche le soglie per cui si ha diritto a detrazioni e deduzioni fiscali, anche esse non indicizzate. Dall’altro lato le soglie ISEE, per cui si ha diritto a ricevere un determinato servizio o un sussidio, non sono anch’esse indicizzate.

MARCO LEONARDI
Il controllo dei conti pubblici insieme alla stabilità politica è uno degli asset più pregiati di questo governo. Il ministro del Tesoro ha ottenuto il premio di “Ministro delle Finanze dell’anno” e lo spread si è ridotto. Ma gran parte del controllo del debito non è avvenuto grazie a scelte coraggiose o riforme strutturali. È stato ottenuto per una buona dose di inerzia, cavalcando l’inflazione.

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