Dazi su tutti i pacchi extra UE
DOGANE EUROPA

Dazi su tutti i pacchi extra UE

Dal 2028 stop alla franchigia sui beni sotto i 150 euro e misure anticipate già dal 2026. Il Consiglio dell’Unione Europea ha dato il via libera alla riforma che eliminerà la soglia di esenzione dai dazi doganali per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra UE.

La decisione, adottata nella riunione del 13 novembre 2025, modifica il quadro normativo attuale. Apre la strada a un nuovo sistema di controllo delle importazioni online, destinato a incidere in modo significativo su consumatori, piattaforme e-commerce e autorità doganali.

La riforma interviene sui Regolamenti (CEE) n. 2658/87 e (CE) n. 1186/2009 e nasce dalla proposta avanzata dalla Commissione nel 2023 con il documento COM (2023) 259 final.

Dal 1 marzo 2028, tutte le merci acquistate online da Paesi terzi saranno soggette a dazio. Non è prevista più alcuna esenzione legata al valore del pacco.

L’abolizione della franchigia dei 150 euro si accompagnerà al lancio dell’EU Customs Data Hub, il nuovo sistema digitale centralizzato. Permetterà la gestione dei dati doganali e un controllo ex ante sulle spedizioni. L’Hub è previsto in operatività a partire dal 2028.

Il Consiglio, comunque, ha dichiarato l’intenzione di adottare una soluzione provvisoria che consenta l’introduzione dei dazi già dal 2026, senza attendere l’avvio del Data Hub. Un intervento urgente, volto a contrastare la crescente elusione dei dazi attraverso dichiarazioni di valore sottostimate.

Il Ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, ha espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto in sede Ecofin. Sottolinea che la riforma potrà essere anticipata dagli Stati membri che lo desiderano già nel 2026.

Modernizzazione della dogana europea

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di modernizzazione della dogana europea con alcuni obiettivi dichiarati.

  • garantire la corretta classificazione tariffaria di ogni pacco in ingresso;
  • contrastare le sotto-fatturazioni e le dichiarazioni di valore artificiosamente basse;
  • ristabilire condizioni concorrenziali eque per le imprese europee;
  • aumentare trasparenza e gettito doganale;
  • ridurre le frodi e migliorare la sicurezza dei prodotti;
  • diminuire i controlli manuali sui pacchi, concentrando le verifiche sui rischi reali
    (contraffazione, sicurezza, frodi).

Con la nuova normativa, l’UE punta a spostare il controllo da un approccio pacco per pacco a un sistema centralizzato basato sui dati digitali forniti dalle piattaforme.

Sul fronte mediatico, l’attenzione si concentra anche su un’altra misura. Si tratta della tassa da 1,00 euro su tutti i pacchi contenenti beni di valore inferiore a 150,00 euro provenienti dai Paesi extra UE. Approvata dall’Ecofin, potrà entrare in vigore solo con l’operatività del Data Hub europeo.

Il provvedimento andrebbe a colpire direttamente i colossi dell’e-commerce asiatico come Shein, Temu e AliExpress, tra i principali responsabili dell’enorme flusso di micro-spedizioni verso l’Europa.

Parallelamente, il Governo italiano sta valutando un’iniziativa autonoma. È un emendamento alla legge di bilancio propone una tassa ambientale da 2,00 euro sui pacchi con peso inferiore ai 2 kg, nel tentativo di limitare l’impatto degli imballaggi delle piccole spedizioni.

Impatto su dogane, piattaforme e consumatori

Per le dogane

  • riduzione del lavoro di classificazione dei singoli pacchi;
  • accesso anticipato ai dati, con controlli più mirati;
  • maggior capacità di individuare rischi reali: frodi, merci contraffatte, prodotti non sicuri.

Per le piattaforme e-commerce

  • obbligo di fornire dati completi e anticipati sulle spedizioni;
  • responsabilità nella riscossione dei dazi;
  • necessità di adeguare i sistemi informatici agli standard UE.

Per i consumatori

  • possibile aumento dei prezzi per gli acquisti extra UE;
  • trasparenza maggiore: i costi doganali saranno inclusi al momento dell’ordine;
  • maggiore sicurezza sui prodotti importati.

Poiché alcuni prodotti prevedono un dazio pari allo 0% (per esempio gli smartphone), mentre altri sono soggetti a dazi più elevati — come l’abbigliamento (12%) o le calzature (17%) — si può ipotizzare l’impatto dell’eliminazione dell’esenzione dal dazio.

Per esempio, per l’acquisto di una t-shirt del valore di 100,00 euro, oggi i diritti doganali dovuti ammontano a 22,00 euro di IVA.

Con l’abolizione dell’esenzione dazio, invece, i diritti da corrispondere sarebbero: 12,00 euro di dazio e 24,64 euro di IVA, con un aumento complessivo di costo di circa 15,00 euro rispetto all’attuale regime.

La trasformazione in atto segna un cambio radicale: non più esenzioni e controlli frammentati, ma un sistema digitale integrato che punta alla trasparenza e alla concorrenza leale. L’UE si prepara così a riformare in profondità la gestione delle importazioni online, ridefinendo i rapporti tra consumatori, piattaforme globali e autorità doganali.

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