Dal 2028 stop alla franchigia sui beni sotto i 150 euro e misure anticipate già dal 2026. Il Consiglio dell’Unione Europea ha dato il via libera alla riforma che eliminerà la soglia di esenzione dai dazi doganali per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra UE.
LEGGIANDREA BOSCARO – MARCO LEONARDI
Comprensibilmente, visto tutti i rischi che sta correndo l’Europa, in questi gironi è passata in silenzio una notizia potenzialmente importante per il futuro industriale e tecnologico della UE. Mario Draghi aveva chiesto un rinvio dell’AI Act europeo, limitatamente alla parte sui sistemi ad alto rischio, per evitare che regole troppo premature finissero per ostacolare proprio quelle applicazioni industriali che potrebbero rappresentare l’unica leva competitiva dell’Europa nei prossimi anni.
DAVID GENTILI
Una filiera certificata, tracciata, trasparente, monitorata, in linea con la futura normativa di derivazione europea, sulla responsabilità estesa del produttore (EPR). È quello che si deve richiedere a chi gestisce raccolta, riciclo, riuso e smaltimento degli abiti a fine vita. Spesso una filiera nell’occhio del ciclone, che trascina nel baratro anche chi non controlla.
MARCO LEONARDI – LEONZIO RIZZO
Un’indagine dell’OCSE mostra che su 38 paesi sviluppati 18 indicizzano automaticamente imposte e trasferimenti sociali all’inflazione. L’Italia è uno dei 20 paesi che non adegua automaticamente né l’IRPEF né i benefici sociali.
GIOVANNI KESSLER
Non c’è spazio per ambiguità o temporeggiamenti. Zelensky dovrà trovare il coraggio del giorno dell’invasione russa, quando decise di rimanere a Kyiv a combattere per la resistenza. La sfida di oggi non è da meno. La posta in gioco è la fiducia degli ucraini nel Presidente e nelle istituzioni e la credibilità internazionale dell’Ucraina.
MARCO LEONARDI – LEONZIO RIZZO
Ogni tre anni, i rappresentanti dei sindacati e delle imprese dovrebbero sedersi a un tavolo per rinnovare i contratti collettivi nazionali, ciascuno nel suo settore, a seconda della data di scadenza del contratto. La regola, stabilita dopo la fine della scala mobile, prevede che gli aumenti salariali si basino sull’indice dei prezzi al netto dei costi energetici, pubblicato dall’Istat ogni primo giugno.
MARCO LEONARDI – LEONZIO RIZZO
La risalita dell’inflazione ha riaperto la questione del Fiscal Drag, che agisce anche sugli aumenti di salario dei rinnovi contrattuali. Pur mosse da altri obiettivi, le riforme fiscali hanno aiutato i redditi più bassi. Ma serve una misura permanente. Il Fiscal Drag è un aumento di tasse non dovute, che colpisce dipendenti e pensionati quando c’è inflazione.
MARCO LEONARDI
Per calcolare correttamente la perdita di potere d’acquisto bisogna guardare alle retribuzioni di fatto orarie in termini reali. Dal 2019 al 2025 sono diminuite dell’7-8%. La retribuzione oraria è il modo corretto per misurare i salari. Nello stesso periodo l’occupazione è aumentata di oltre un milione di unità, in gran parte a tempo pieno e indeterminato. Le ore lavorate pro capite sono cresciute ma la misura non coglie questo fenomeno.
MARCO LEONARDI
Certamente l’aumento della pressione fiscale è il tratto più preoccupante della legge di bilancio. Siamo al 42.8% quasi come nell’esperienza del governo Monti. Non tutto, però, si spiega con il Fiscal Drag. Ma per capire cosa sta succedendo all’Italia – e perché le tasse non scendono nonostante le riforme – bisogna partire da qui: da un meccanismo che altri paesi hanno imparato a neutralizzare e noi no.
ANDREA FODALE
Le agenzie di rating premiano il miglioramento dei conti pubblici, esistono diverse vie per raggiungere questo obbiettivo. La Spagna lo fa attraverso politiche di crescita inclusiva, capaci di rafforzare il tessuto produttivo e migliorare le condizioni del lavoro. L’Italia, al contrario, fonda i propri risultati su una disciplina di bilancio che rischia di comprimere la crescita e accrescere le disuguaglianze. Due modelli diametralmente opposti.
