EUROPA

EUROPA LAVORO

Rinvio dell’AI Act chiesto da Draghi

ANDREA BOSCARO – MARCO LEONARDI
Comprensibilmente, visto tutti i rischi che sta correndo l’Europa, in questi gironi è passata in silenzio una notizia potenzialmente importante per il futuro industriale e tecnologico della UE. Mario Draghi aveva chiesto un rinvio dell’AI Act europeo, limitatamente alla parte sui sistemi ad alto rischio, per evitare che regole troppo premature finissero per ostacolare proprio quelle applicazioni industriali che potrebbero rappresentare l’unica leva competitiva dell’Europa nei prossimi anni.

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EUROPA LEGALITÀ

Raccolta e riuso dei rifiuti tessili

DAVID GENTILI
Una filiera certificata, tracciata, trasparente, monitorata, in linea con la futura normativa di derivazione europea, sulla responsabilità estesa del produttore (EPR). È quello che si deve richiedere a chi gestisce raccolta, riciclo, riuso e smaltimento degli abiti a fine vita. Spesso una filiera nell’occhio del ciclone, che trascina nel baratro anche chi non controlla.

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EUROPA

La scelta del presidente Zelensky

GIOVANNI KESSLER
Non c’è spazio per ambiguità o temporeggiamenti. Zelensky dovrà trovare il coraggio del giorno dell’invasione russa, quando decise di rimanere a Kyiv a combattere per la resistenza. La sfida di oggi non è da meno. La posta in gioco è la fiducia degli ucraini nel Presidente e nelle istituzioni e la credibilità internazionale dell’Ucraina.

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EUROPA LAVORO

Contratti collettivi e terreno perduto

MARCO LEONARDI – LEONZIO RIZZO
Ogni tre anni, i rappresentanti dei sindacati e delle imprese dovrebbero sedersi a un tavolo per rinnovare i contratti collettivi nazionali, ciascuno nel suo settore, a seconda della data di scadenza del contratto. La regola, stabilita dopo la fine della scala mobile, prevede che gli aumenti salariali si basino sull’indice dei prezzi al netto dei costi energetici, pubblicato dall’Istat ogni primo giugno.

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EUROPA LAVORO

Fiscal Drag e inflazione 

MARCO LEONARDI – LEONZIO RIZZO
La risalita dell’inflazione ha riaperto la questione del Fiscal Drag, che agisce anche sugli aumenti di salario dei rinnovi contrattuali. Pur mosse da altri obiettivi, le riforme fiscali hanno aiutato i redditi più bassi. Ma serve una misura permanente. Il Fiscal Drag è un aumento di tasse non dovute, che colpisce dipendenti e pensionati quando c’è inflazione.

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EUROPA LAVORO

Salari fermi e pericolosa detassazione

MARCO LEONARDI
Per calcolare correttamente la perdita di potere d’acquisto bisogna guardare alle retribuzioni di fatto orarie in termini reali. Dal 2019 al 2025 sono diminuite dell’7-8%. La retribuzione oraria è il modo corretto per misurare i salari. Nello stesso periodo l’occupazione è aumentata di oltre un milione di unità, in gran parte a tempo pieno e indeterminato. Le ore lavorate pro capite sono cresciute ma la misura non coglie questo fenomeno.

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EUROPA LAVORO

L’effetto contabile del Fiscal Drag

MARCO LEONARDI
Certamente l’aumento della pressione fiscale è il tratto più preoccupante della legge di bilancio. Siamo al 42.8% quasi come nell’esperienza del governo Monti. Non tutto, però, si spiega con il Fiscal Drag. Ma per capire cosa sta succedendo all’Italia – e perché le tasse non scendono nonostante le riforme – bisogna partire da qui: da un meccanismo che altri paesi hanno imparato a neutralizzare e noi no.

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EUROPA LAVORO

I conti pubblici di Italia e Spagna

ANDREA FODALE
Le agenzie di rating premiano il miglioramento dei conti pubblici, esistono diverse vie per raggiungere questo obbiettivo. La Spagna lo fa attraverso politiche di crescita inclusiva, capaci di rafforzare il tessuto produttivo e migliorare le condizioni del lavoro. L’Italia, al contrario, fonda i propri risultati su una disciplina di bilancio che rischia di comprimere la crescita e accrescere le disuguaglianze. Due modelli diametralmente opposti.

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FISCO DI PROSSIMITÀ
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