La destra non prevede servizi pubblici
INTORNO A NOI

La destra non prevede servizi pubblici

SIMONE NEGRI • Consigliere Regione Lombardia 

La destra non solo non ha abbassato le tasse, ma non prevede i servizi pubblici: così paghiamo tutti di più. Nel corso di una recente trasmissione televisiva si discuteva sulla situazione abitativa milanese. Ho sostenuto come sia necessario un tetto sugli affitti o quantomeno il ripristino delle misure di sostegno, eliminate dal governo Meloni e la sistemazione delle migliaia di alloggi pubblici vuoti.

La situazione di Aler è una vergogna! È necessario anche limitare gli affitti brevi e la possibilità di costruire nuove case in edilizia convenzionata ricorrendo al privato sociale. Servono inoltre interventi come una maggiore tassazione dei grandi patrimoni immobiliari.

Ovviamente parliamo di interventi in gran parte su scala nazionale perché Milano non è un’isola. Molto di ciò di cui si discute in questo periodo, al netto delle scelte della giunta Sala, ha origine altrove. La mole normativa sull’urbanistica per esempio è di scala regionale.

Appena si parla di tasse, oltre a essere interrotto e a non poter spiegare il proprio pensiero, scatta il refrain. “A sinistra volete solo le tasse”. E si viene strumentalizzati.

Non cedo però sul punto perché credo sia una questione culturale centrale del nostro tempo.

Per onestà intellettuale, non ho problemi a dire che in un sistema fiscale rivisto in senso ampiamente progressivo e con un catasto aggiornato, non mi spaventa neanche il tabù della tassazione sulla prima casa, per abitazioni di grande valore e per redditi alti, sopra i 100.000 euro. Non ho avuto problemi a dirlo neanche in quella sede.

Esiste in Paesi come Germania, Francia, Portogallo, Olanda e pure in Stati leggeri e con una tassazione complessiva inferiore alla nostra. Avviene negli USA e il Regno Unito.

L’importanza delle politiche fiscali

Il fisco va visto nel suo insieme. È una delle principali politiche e denota quali sono le intenzioni di chi governa.

La destra che da anni predica la riduzione delle tasse, nella sostanza le ha ridotte a ricchi e ricchissimi. Ha tollerato invece gli evasori. Oggi la pressione fiscale sale al 42,7% del PIL, la più alta dal 2020. E il 15% dei contribuenti si sobbarca il 63,4% delle imposte.

Basterebbe questo per dire che la ricetta sostenuta da Berlusconi a Meloni è naufragata, dalle accise agli extra-profitti delle banche.

È evidente che è necessario una grande riforma che comprenda tutti gli ambiti. Non è questa la sede né io sono un tributarista per farlo. Altro che Flat Tax, servono azioni decisamente più a favore della povera gente e del ceto medio che paga tutto.

Attenzione, non c’è solo questo.

Se la promessa riduzione del carico fiscale ha sostanzialmente fallito, dobbiamo anche aggiungere che pesa lo scadimento e l’estensione del welfare.

Chi oggi è vessato e ha salari bassi si ritrova, per esempio, a fare i conti con molti meno servizi.

L’ingiustizia della tassazione indiretta

Il problema è pagare qualche decina di euro all’anno per la tassa sulla casa o pagare centinaia e migliaia di euro per le visite e gli esami che hanno a che fare con la salute? O pagare, come avviene in Lombardia, centinaia di euro all’anno per le autostrade regionali più care? 

Magari non tocchi la tassazione diretta, ma così colpisci tutti allo stesso modo indirettamente.

È giusto che un milionario che ha una casa in centro a Roma di centinaia di metri quadri, vista Colosseo, che non viene considerata di lusso perché vige ancora la classificazione catastale di 100 anni fa venga trattato come una famiglia che ha un bilocale nell’hinterland di Milano? No, per me non é giusto.

Devo farmi problemi a dirlo. No, non me ne faccio perché io credo nella redistribuzione.

Soprattutto in un’epoca come questa in cui tutto è a favore dei paperoni, l’ascensore sociale si è fermato e intere fasce della popolazione si impoveriscono. È su queste ultime che dobbiamo alleviare il peso del fisco e, soprattutto, è su queste che dobbiamo rilanciare i servizi pubblici, accessibili e di qualità.

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