Ancora tagli al diritto di cura
Silvia Roggiani • Segretaria Regionale Lombardia e deputata del Partito Democratico
L’emendamento approvato dalla maggioranza al ddl “Misure di garanzia per l’erogazione delle prestazioni sanitarie” è un intervento estremamente pericoloso. Restringe il perimetro di intervento del Servizio Sanitario Nazionale alle sole prestazioni strettamente sanitarie. Esclude di fatto tutte le attività di natura socio-assistenziale anche quando strettamente connesse ai percorsi di cura.
In questo modo si determina uno spostamento dei costi sugli enti locali e, inevitabilmente, sulle famiglie. L’impatto è particolarmente grave per le persone con disabilità e per chi vive condizioni di non autosufficienza.
Questa modifica rischia di compromettere in modo strutturale la tutela del diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Si tratta di una scelta miope, che ignora la realtà quotidiana di chi vive una condizione di fragilità.
Ennesimo attacco al carattere universalistico del SSN
L’integrazione tra intervento sanitario e sostegno socio-assistenziale è un un bisogno essenziale. Tutti i protocolli clinici e le migliori pratiche assistenziali lo riconosco. La decisione della maggioranza rischia di colpire duramente i percorsi di cura residenziali e semiresidenziali.
È l’ennesimo segnale di una deriva che punta a smantellare il carattere universalistico del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Lo trasforma in un sistema dove chi può pagare si cura e chi non può rischia di restare indietro.
Nel Paese già oggi milioni di persone rinunciano alle cure per motivi economici. Consumare un ulteriore taglio sull’assistenza integrata significa aumentare disuguaglianze e sofferenze.
In difesa dell’integrazione socio-sanitaria
Come Partito Democratico diciamo con chiarezza che questa strada è sbagliata e va fermata. Siamo al fianco delle associazioni, delle famiglie, dei professionisti e degli enti del Terzo Settore che da settimane denunciano questo rischio. Chiediamo al Governo di ripensare questa scelta. Serve aprire un confronto serio per rafforzare e non indebolire l’integrazione socio-sanitaria, che rappresenta uno dei pilastri della presa in carico delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Il Partito Democratico in questa legislatura si è sempre battuto per rafforzare i LEA e aumentare i finanziamenti alla non autosufficienza. È necessario potenziare i servizi territoriali e garantire una presa in carico multidimensionale pienamente sostenuta dal SSN. Non si può continuare a risparmiare sulla pelle dei più fragili. Pensiamo che il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, non possa essere compresso né subordinato a logiche contabili. E non può essere lasciato alla capacità economica dei singoli Comuni o delle famiglie.
Per questo continueremo a batterci in Parlamento e nel Paese. Ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione, deve avere accesso a una cura dignitosa, completa e realmente universale.
